www.baskaru.com
karu:3 - 35 Mutant Seconds : based on Rafael Toral's Creamy Burst
News Releases Artists Distribution Shop Contact Links
35 MUTANT SECONDS : BASED ON RAFAEL TORAL'S CREAMY BURST

Reviews



Kathodik (IT) - March 2006
Text by Sergio Eletto
http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=2172

"35 Mutant Seconds" incarna il secondo capitolo della serie 'Mutant' generata, all'incirca un paio di anni fa, attraverso la pubblicazione di "One Mutant Minute: based on Noto's 747". La produzione scorge indaffarata la mitica label iberica Grain of Sound, all'occasione, scesa in campo con la collaborazione della collega francese Baskaru e di un'istituzione importante, quale la 'Fonoteca Municipale' di Lisbona. Anche il Portogallo, paese che non gode certamente di una sana sicurezza economica, per mezzo delle proprie organizzazioni, culturali e non, ostenta un sincero interessamento per forme artistiche e sonore, non propriamente comuni alla massa.
Una tendenza che si va rinforzando in buona parte del vecchio continente. I primi paesi a supportare e finanziare operazioni artistiche, anche sperimentali, furono i nordici; ad esempio si può ricordare che molti dei nostri musicisti (Alessandro Bosetti, Claudio Rocchetti, Alessandra Rombolá...) hanno preferito migrare in altri paesi, anche per godere di determinati privilegi e di strutture più aperte.
Staccata la fase critica sul fatto che non riusciremo mai, di questo passo, a vedere simili esperienze realizzate qui, a casa nostra, sbarchiamo con il discorso nella materia principale dell'opera: i 35 secondi estratti da "Creamy Burst" firmati Rafael Toral.
Se la scelta di porre come soggetto principale un pugno di note del chitarrista di Lisbona, affinché stuzzichi l'ispirazione di altrettanti musicisti, nella messa a punto di diverse variazioni sul tema, vuol dire che la firma in questione è da considerarsi, oramai, riferimento imprescindibile per la conoscenza e la crescita negli ultimi anni della nuova musica elettronica portoghese... europea... globale!!!
Va' anche detto che essendo le variazioni, eseguite per la stragrande maggioranza da autentici 'outsider' di marca elettro- elettronica, otterremo 12 brani il cui gusto ricorderà ben poco (o meglio un bel niente) quello dell' 'Oggetto sonoro clonato'.
Qualche accenno descrittivo sul punto di partenza spinge nell'elencare pochi e semplici elementi: Toral dentro il contenitore dei 35 secondi pone una sequenza di feedback scabrosi distillati da una chitarra, alla stessa misura, distorta. Ragion per cui, sarà come un volo pindarico udire il distacco nell'attacco, immediatamente successivo e isolazionista, dell'americano Richard Chartier (Improvvisation_122904b) o quello dei 'nostrani' Ent (Sunrise Creamy sun) in cui drone vigorosi e loop ovoidali, quanto rarefatti vagheranno in libertà, sino allo scoppio di reminescenze industrial a viaggio concluso. Bella prova questa del combo veneto, dalla quale si può osservare chiaramente la strada (lunga e in ascesa) percorsa dagli Ent, sin dalla loro formazione.
Da Brooklyn, l'artista Sonic / Visual Ian Epps si diverte a riportare climi più miti: per lui i 35 secondi rievocano delicati errori-glitch con ugual direzione tra gli Oval, Motion e Tu M'.
Cristallino!!!
John Kannenberg con Durations riporta in auge climi torridi, elettronica destrutturata e complessa, sfondi sonori piuttosto viscerali (tutto il materiale sembra esser frutto di field recordings) scivolano sotto piccole e cadenzate improvvisazioni tecnho-minimali... sgranate fino a consumarsi del tutto; Stapletape (rispettivamente André Gonçalves e Nuno Moita, i patron della G.o.S.) cuciono un tessuto dal clima onirico e surreale, mentre @C con Int.12/46 solca sentieri estremi, asciutti di melodia e per le orecchie difficili da digerire. Anche dal canto suo Kim Cascone non scherza affatto in merito a distorsione: Silver_Star_Noise è coerente sin dal titolo, con dentro rombi di woofer, graffi, frequenze sinusoidali, assordanti e laceranti, in una dimensione del suono, volutamente fastidiosa.
Un consiglio è quello di spostare la manovella del volume verso il basso.
Sawako, affascinante come sempre, contende il suo RTR in tempi ristretti, sezionati a metà tra ambient che accresce di volume e un elegante groviglio di registrazioni circostanti, mescolate a frequenze di molteplice dimensione ed effetto. Naif e difficile da 'comprendere', come tutta la sua musica. Blake Stickland è il primo della lista a tener bene in conto il fattore SILENZIO e del resto Irreconcilable Differences (restrictive freedom) segue molto l'insegnamento cageano: fatto di continui spianamenti del silenzio, atti ad attenuare le improvvise e violente comparse di rumori radiofonici e di altri poco chiari. Passione per la microwave più oltranzista (alla maniera di Sachiko M) fluttua dentro la testa dell'austriaco Pita mentre la chiusura data ad Allto con Hundred riporta alle tensioni 'anestetiche' provate in apertura.
Un'analisi dettagliata di tutte le 'molecole' presenti può aiutare a comprendere solo in parte la materia vasta ed astratta protagonista di "35 Mutant Seconds" e di buona parte del catalogo Grain Of Sound.
Scoprire e di seguito giudicare il contenuto di prima persona è sempre la cosa migliore: la - nuova- musica elettronica, essendo alle volte preda dell'astrattismo più radicale, non può esser rinchiusa sotto le parole di un unica persona; buona esplorazione!


Alternatifs.Fr (FR) - February 2006
Text by OdetE
http://www.alternatifs.fr/chronique.php?id_art=59&id_album=551

A tous ceux qui stigmatisent la musique portugaise avec le fado de Amalia Rodrigues, ouvrez vos oreilles (en l'occurrence ici vos yeux): les lusophones se distinguent dans l'électro avec 35 Mutant Seconds.

A l'initiative de cette promotion: l'association du label portugais Grain of Sound, avec celui de Clichy en France, Baskaru.

Le concept: proposer au grand public une compilation de morceaux électroniques sur lesquels chaque artiste s'emploie à un même exercice musical. Du nombre des morceaux, 12 groupes musicaux s'improvisent pendant 35 secondes à la guitare sur un morceau de Rafael Toral.

Ainsi tout se lit grâce aux intitulés: de la célèbre figure de la scène expérimentale Kim Cascone aux novices André Gonçalves, Nuno Moita et João Vicente, se présentent d'autres européens: ENT, duo italien, l'anglais Ian Epps…

Puis, tout s'écoute: chuintements pour certains, résonances pour d'autres, silence encore. Les approches sont diverses et variées, à l'image de tous les univers musicaux qu'il reste à découvrir.


The Wire (UK) - November 2005
Text by Brian Marley
http://www.thewire.co.uk

"35 Mutant Seconds" is the second in an ongoing series of remix projects, in which a single track is reworked by many different hands. The rule the remixers must follow is this: no additional material may be introduced. The sole source at their disposal is Rafael Toral's "Creamy Burst", from "100%", his 1995 release on Antzna/Músico Alternativa. The orchestrated feedback of Toral's 35 second composition, which here kicks off the proceedings, is then stretched and mutated into 11 new configurations. Richard Chartier slows the material down, reduces its volume and dynamics, and situates it at an unlocatable point somewhere between the listener and Infinity. Most music jumps out of the speakers and loudly proclaims its virtues, but Chartier's piece seems to hint at the proceedings rather than declaring them outright, and the listener is gradually enticed into his soundworld. John Kannenberg's "Durations", one of the highlights of "35 Mutant Seconds" - along with Ent's "Sunrise Creamy Sun", Stapletape's "Wet Dream", Ian Epps' "Longfellow", Sawako's "RTR" and Blake Stickland's "Irreconciliable Differences (Restrictive Freedom)" - reshapes the source material to such a degree that it is obscured or lost. On their tracks, Kim Cascone and Pita retain some of the energy and edginess of Toral's piece, whereas Allto calms the material and reduces it to a series of pulsations and drones. Remix albums nowadays are so commonplace, and the results often so patchy, that the mere thought of them induces a yawn, but nothing disappoints on "35 Mutant Seconds" and the programming of the tracks Is unusually deft.


Blow Up (IT) - October 2005
Text by Gino dal Soler
http://www.blowupmagazine.com

Si, i 35 secondi mutanti sono quelli di Creamy Burst, di un Rafael Toral più agghiacciante e distorto del solito, anno 1994. Da lì sono partiti una serie di musicisti e gruppi per costruirne una loro versione-estensione. E come potete immaginare quel che succede finisce con l'essere molto diverso, fino all'irriconoscibile. Più che apprezzabili i bellunesi Ent, Ian Epps, John Kannenberg, Pita. Un po' meno i più blasonati Richard Chartier e Kim Cascone. Operazione comunque interessante. (7/10)


Vital Weekly (NL) - September 2005
Text by Frans de Waard
http://www.staalplaat.com/vital_archive/491.txt

This is the second release in an ongoing series by Grain Of Sound: after the reworking of an Alva Noto piece (see Vital Weekly 409), now it's Rafael Toral's turn. His 'Creamy Burst' was recorded in 1994 and now gets the full remix treatment, by people like Richard Chartier, Pita, Kim Cascone but also lesser known ones, such as Allto, Ian Epps, Blake Stickland and ENT.
The latter offers a heavy weight ambient/drone and Chartier moves along more subtle microsounding lines. These are the parameters for this CD: either glitchy ambient cracklings or, not unlike Toral's original, more louder, more present ambient pieces.
The biggest surprise for me is the shortest track of the lot, by Kim Cascone, which is also much louder than we would have expected from him. This is a pretty decent compilation, which lives up to it's expectations, with no standout track, but also no weak brother around.
Nice but perhaps not much of a challenge?


Autres Directions (FR) - July 2005
Text by Stéphane
http://www.autresdirections.net/article.php3?id_article=642

Baskaru et Grain Of Sound se sont associés pour publier la compilation 35 Mutant Seconds.

On y retrouve bon nombre d'éminents installateurs sonores, designers sonores, artistes sonores et autres penseurs de la musique numérique moderne, de son écoute et de sa relation à l'espace, qui ont basé leurs compositions sur un morceau de Rafael Toral d'une trentaine de secondes, datant de 1994, une sorte de sirène aérienne et une sorte de bourdonnement d'avion, sans doute réalisé à partir d'une guitare.

Se sont attelés au recyclage artistique : Richard Chartier (drone soufflant), Ian Epps (structure mouvante, chaude, relevée d'interruptions acoustiques et numériques, ambiante et belle), Sawako (tendance noise), Pita (métallique, abrupte)...

Bref la crème de la crème pour un ensemble austère et pointu.


Sonhors (FR) - July 2005
Text by Coltraz
http://sonhors.free.fr/kronik/rafaeltoral.htm

Transformer sons, recycler rythmes et patterns. Après "One Mutant Minute: based on noto's 747", le premier volume des Mutant Series composé de reconstructions, ou plutôt de réappropriations du titre 747 d'Alva Noto ; le label portugais Grain of Sound associé à Baskaru, le nouveau et déja prometteur label de Clichy, nous proposent cette fois-ci un opus intitulé "35 Mutant Seconds based on Rafael Toral's Creamy Burst". Les artistes présents sur cette compilation sont donc invités à créer une pièce en utilisant comme seule et unique source sonore "Creamy Burst", une improvisation à la guitare de 35 secondes composée en 1994 par Rafael Toral. Artiste multimédia, manipulateur aguerri de flux sonores, résonances électroniques et quasi-silences, Rafael Toral demeure l'une des figures majeures de la vigoureuse scène expérimentale portugaise. Cet opus à la dénomination explicite constitue un véritable hommage déguisé à sa démarche de recherche et d'expérimentation de voies sonores nouvelles !

Au menu : approche clinique, introspections, drones, clik'n cut, chuintements, cris, accidents, espiègleries et autres prouesses technologiques. Novices pleins de promesses ou créateurs sonores confirmés, il y a du beau monde à s'affairer au chevet de Creamy Burst !

Richard Chartier compositeur, artiste multimédia et graphiste américain est le premier à entrer en piste. Ultra-minimaliste, il nous convie avec "improvisation_122904b" à l'accompagner dans son exploration de la nature spatiale du son, du souffle, du silence et de l'acte d'écoute. ENT (Emanuele Bortoluzzi et Michele Scariot), un duo actif au sein de la nouvelle scène électronique italienne, prend ensuite le relais avec un bel agencement d'échantillons sonores et au final, une pièce évolutive rondement menée. L'Anglais Ian Epps propose quant à lui une véritable symphonie post-digital fantomatique, aux sonorités chaleureuses et complexes qui véhiculent une réelle sensation de quiétude. John Kannenberg, créateur du netlabel de musique expérimentale : Stasisfield.com nous offre un "Wet Dream" étrange et on ne peut plus abstrait qui flirte avec le silence durant plus de 7 minutes. Stapletape (André Gonçalves, Nuno Moita, João Vicente), un trio portugais spécialisé dans les interactions entre bruits et images, invente ensuite une insolite texture composée d'ondes et de paysages sonores granulaires. Combustions électroniques, compositions algorithmiques, bruits concrets et improvisation, c'est au tour de Miguel Carvalhais et Pedro Tudela réunis au sein du duo @C de nous démontrer l'étendue de leur talent créatif. Intermède incisif : Kim Cascone, conférencier de la culture digitale et surtout digne référence de l'expérimentation musicale électronique de ces dernières décennies, nous donne son interprétation parasitaire et clinique de "Creamy Burst". Puis, deux autres artistes sonores, Sawako adepte des field recordings et de Blake Stickland une jeune pousse prometteuse, venus respectivement du Japon et d'Australie opèrent sur la table du bloc électro. Quel bonheur également de retrouver le docteur Pita que l'on ne présente plus en plein travail dans les entrailles des machines digitales et... enfin (déjà) Allto, le projet audio experimental de Diogo Valério, un plasticien designer portugais très en vue. Après cette énumération un peu longuette, rien de tel qu'une nouvelle écoute pour ouvrir les portes de la perception... Je relance le disque, et je conclus !

Tous ces artistes expérimentent l'écoute au travers d'architectures sonores précises et mesurées, sans cependant tomber dans l'austérité digitale. Onze fractures mutantes dans la structure intérieure du son, qui réclament toute l'attention et la disponibilité de l'auditeur ! Oups...


Sands-Zine (IT) - July 2005
Text by e. g. (no ©)
http://www.sands-zine.com/recensioni.php?IDrec=417

Il secondo capitolo della serie 'mutant' evolve positivamente dal pur ottimo predecessore "One Mutant Minute: based on Noto's 747", recensione disponibile nell'Archivio 2004, per almeno tre motivi:
il CD contiene anche l'oggetto della mutazione (in questo caso Creamy Burst di Toral);
i convertitori, nella precedente occasione esclusivamente portoghesi, rappresentano un po' tutti i luoghi in cui c'è una scena sperimentale elettronica vigorosa e dalle caratteristiche originali: i tre principali poli degli Stati Uniti (Chicago, costa ovest e costa est) sono rappresentati da John Kannenberg, Kim Cascone, Ian Epps e Richard Chartier, la mitteleuropea da Pita, l'Italia dagli ENT, l'Australia da Blake Stickland e il Giappone da Sawako (il resto è giustamente a privilegio della rappresentanza portoghese con @C, Allto e con i padroni di casa Stapletape);
nella produzione sono coinvolti l'etichetta francese Baskaru e la 'Fonoteca Municipale' di Lisbona (che mostra molta più arguzia di quella solitamente manifestata dalle istituzioni italiane), e il CD ne acquista sicuramente in visibilità.
Ci troviamo quindi al cospetto di una produzione accurata e misurata, e ne valeva veramente la pena.
Il concetto, quello della 'variazione' su un dato tema, è oggi uno dei più stimolanti, anche perché il mezzo elettronico ha allargato a dismisura le possibilità.
L'autore del frammento iniziale, Rafael Toral, è uno dei precursori della nuova musica elettronica portoghese e, recentemente, ha curato l'ottima "Antologia de Música Electrónica Potuguesa" (recensione disponibile nell'archivio 2005). Quindi, anche sotto questo aspetto, la scelta della Grain Of Sound appare doverosa, quasi obbligatoria.
Ma veniamo al contenuto, che definirei eccellente, e rappresenta un esplosione di fantasia sfrenata. Nessuno degli undici ascolti è infatti riconducibile al dato iniziale, un breve frammento di chitarra distorta, e si passa dall'accentuarne la violenza, come fa Cascone in Silver_Star_Noise, al ridurlo in un mormorio appena percettibile sopra al rumore di fondo (Hundred di Allto). In mezzo ci sta di tutto, e si fanno particolarmente sentire le mutazioni melodiose riscontrabili nel tessuto di Sunrise Creamy Sun e Longfellow (ENT e Ian Epps). Richard Chartier e John Kannenberg seminano nebbie ambientali (Improvisation_1222904b e Durations), più compatte l'uno e più disperse in piccoli banchi, con misteriosi battiti tesi a minarne l'oscurità, l'altro. Blake Stickland costruisce a partire da brevi flash compatti, che si dilatano fino ad un unico crescendo in continuità e volume, con bei giochi di botta e risposta fra stridori e fruscii. Pita, da par suo, mostra tutta la sua scienza e la sua abilità con un'architettura che non rappresenta tanto una variazione quanto una sequenza di variazioni e colpi di scena. Bizzarro e surreale, come al solito, è invece il quadretto dipinto da Sawako. Resta da dire di due dei tre portoghesi, Stapletape e @C (in rappresentanza delle realtà di Lisbona e Porto), i cui contributi sono, in un certo senso, complementari. C'è un melodismo solenne nel mood di entrambi, con la differenza che nei primi (André Gonçalves e Nuno Moita) è morbido e suadente, quasi infantile, mentre nei secondi (Pedro Tudela, Miguel Carvalhais) è più oscuro e psicotico, quasi votato al rumore.
Come sfondo c'è quel buongusto, accompagnato da un'ottica vivacemente esploratoria, che da sempre contraddistingue la Grain Of Sound, per cui la sua produzione non si limita mai all'ennesima riproposizione dei soliti noti. Come unico consiglio, dovendone dare, pregherei i responsabili dell'etichetta di contrassegnare questa serie con un'unica veste grafica (naturalmente a partire dalle prossime realizzazioni).



» Back to top...
» Back to karu:3 release page...